Ottobre – “female sound”
Il tema del mese di ottobre è dedicato alle artiste donne che con la loro musica cercano di mandare un messaggio all’ascoltatore che esso sia di potere, amore o semplicemente come valvola di sfogo.

One of The Greats – Florence + the Machine
Un brano che trasforma la grandezza in vulnerabilità. Florence Welch canta il peso dell’essere “una delle grandi”, tra desiderio e sacrificio. La produzione cresce come una marea, alternando intimità e coralità, fino a un finale che suona come catarsi e resa insieme.
Una rinascita in forma di sogno. Il brano esplode in chitarre riverberate e voci stratificate, evocando la leggerezza della fioritura dopo il dolore. È un invito a respirare, a lasciarsi rifiorire senza paura.
This is the Killer Speaking – The Last Dinner Party
Un teatro barocco di seduzione e follia. La band intreccia ironia e dramma su arrangiamenti lussuosi, tra archi e synth, raccontando il lato oscuro del desiderio con eleganza e ferocia.
Un racconto crudo e cinematografico sulla performance della vita. Le voci si intrecciano in armonie malinconiche, mentre il testo smaschera la fragilità dietro le maschere che indossiamo per sopravvivere agli sguardi.
True Believer – Hayley Williams
Una confessione luminosa e inquieta. Hayley riflette sul bisogno di credere in qualcosa, anche quando la fede — artistica o emotiva — vacilla. Synth liquidi e voce sospesa costruiscono un equilibrio fragile tra speranza e disincanto.
Un manifesto di adattamento emotivo. Halsey canta la sopravvivenza come condanna e potere, intrecciando sonorità elettroniche e un tono quasi predatorio. È la sua evoluzione più fredda e consapevole.
Un racconto di abbandono e desiderio, narrato come un’elegia americana. Le chitarre lente e la voce spettrale di Ethel Cain costruiscono un paesaggio di periferie, religione e solitudine: un inno al dolore come forma d’identità.
Una ballad onirica che sembra arrivare da una radio lontana. Minimalista e dolce, “ghost” parla di presenze che restano anche dopo l’addio, sospesa tra sogno e realtà, come un sussurro che non vuole svanire.
Un’ode velenosa travestita da ninna nanna. Con voce morbida e parole taglienti, Paloma smonta la mascolinità tossica e la dinamica del controllo, costruendo un brano che unisce dolcezza e rabbia rituale.
The Doll People – Sofia Isella
Visionario e inquietante, fonde pop teatrale e lirismo dark. Isella canta la prigionia dell’immagine femminile come fosse una bambola viva: estetica e alienazione convivono in una coreografia di suoni decadenti.
Una riflessione sull’autenticità e sul desiderio di essere visti davvero. Mitski alterna vulnerabilità e ironia, esplorando i ruoli di genere con una voce che sembra confessare e giudicare allo stesso tempo.
Un epilogo devastante. Hayley Williams si confronta con la colpa e l’autocritica in una delle performance vocali più intense della sua carriera. La canzone cresce in un crescendo emotivo che lascia feriti ma purificati.
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