Hayley Williams con Ego Death at a Bachelorette Party firma il suo album più audace da artista indipendente, un’opera che mescola rabbia, dolore e rinascita in un crescendo emotivo e sonoro che non lascia tregua.

Il disco, inizialmente rilasciato tramite codice contenuto sulla confezione di una tinta gialla per capelli sempermanente del suo brand “GOOD DYE YOUNG”, è il primo album di Hayley Williams senza una vera e propria etichetta discografica. Infatti, le tracce erano su un sito nascosto a cui si poteva accedere solo tramite il codice citato sopra. L’artista però non ha fatto gatekeeping del codice ma, anzi, ha invitato a condividerlo con amici e parenti dei possessori della tinta.
Molto interessante il fatto che questo album ha avuto una duplice uscita sulle piattaforma digitali: la prima è stata il 1° agosto 2025, nella quale ogni canzone era stata rilasciata come singolo. Mentre la seconda uscita, sottoforma di album, è stata il 28 Agosto 2025 con l’etichetta Post Atlantic fondata dalla Williams stessa.
Al centro dell’album c’è la lotta interiore: essere grande significa spesso portare un peso.
Williams riflette sul suo passato – contratto discografico firmato da adolescente, aspettative esterne, pressioni – e mostra cosa significa confrontarsi con tutto ciò che hai dato per arrivare fin qui. Le tracce affrontano temi femministi in modo implicito ed esplicito, parlando di identità, vulnerabilità, relazioni che feriscono, desiderio di cambiamento. Non è solo la storia di Hayley, ma è lo specchio di molte donne nella musica oggi: ciò che è richiesto, ciò che viene dato, ciò che si perde.
“I got married once in combat boots and
– Hard, Ego death of a bachelorette party.
Only listened to testosterone music
I had to kill my feminine just to do it
To get to you, I had to go through it”
Dal punto di vista sonoro, l’album funziona come un viaggio.
Si parte da momenti più fragili, quasi in punta di piedi, e ci si lascia trascinare in crescendi che esplodono senza pietà. È il caso di “Ice in My OJ“, che apre il disco con sarcasmo e schiettezza, oppure di “Kill Me“, in cui la voce di Hayley si spezza e urla, mettendo in scena tutta la pressione interiore che racconta. In mezzo, troviamo episodi come “Love Me Different”, più accessibile e melodico ma sempre spigoloso, e “True Believer“, cupo e atmosferico, quasi un piccolo film sonoro, nel quale Williams ci racconta di come è stato crescere nel sud degli Stati Uniti.
Il finale con “Parachute“ (bonus title track, non presente nell’originale uscita) è uno dei momenti più forti: parte piano, quasi un respiro, poi cresce in un vortice di archi e cori che lascia senza fiato, oltretutto già diventato hit sulla piattaforma social di TikTok:
“Asked me on a plane from Rio, do I ever think of us?
-Parachute, Ego death of a bachelorette party.
And you were at my wedding, I was broken, you were drunk
You could’ve told me not to do it, I would’ve run, I would’ve run
Tell me what was the moment you decided to give up
You could’ve told me what you wanted, I would’ve done, I would’ve done
Anything, I would’ve done anything”
Con i due singoli scelti per anticipare l’album, Hayley Williams aveva già mostrato la direzione di Ego Death at a Bachelorette Party.
- “Mirtazapine” è il brano più diretto e provocatorio: un gioco di parole che richiama l’antidepressivo Mirtazapina, trasformato in metafora musicale di dipendenza, cura e alienazione. È il lato più crudo e terapeutico del disco.
“For when you’re happy for a day
Then wake up to remembering
That things’ll never be the same
Feels like it’s your fault it turned out that way“
- “Glum“, al contrario, è l’altro volto di questo percorso: introspettivo, lento, avvolto da un’atmosfera più cupa e sofferta. Qui emerge la Hayley più vulnerabile, quella che mette a nudo le proprie ombre senza filtri. È il tipo di brano che non puoi ascoltare in sottofondo: ti pretende, ti ferma, ti costringe a sentire.
“Do you ever feel so alone
That you could implode and no one would know?
And when you look around and nobody’s home
But you wanna go back to wherever we’re from
To wherever we’re from”
Certo, non è un disco leggero: la lunghezza e l’intensità possono risultare impegnative, e in certi momenti la varietà stilistica tende a disorientare. Ma è proprio questa densità a renderlo autentico: non una playlist di facili hit, ma un’opera che pretende attenzione e partecipazione emotiva.
In definitiva, Ego Death at a Bachelorette Party è un album che emoziona e scuote, un autoritratto doloroso e sincero che conferma Hayley Williams come una delle voci più potenti della scena contemporanea. Tra rabbia, poesia e incantesimi sonori, ci ricorda che la grandezza non sta nella perfezione, ma nel coraggio di mostrarsi interi, con tutte le proprie ombre.
Frase preferita dell’album:
“Eldest daughters never miss their chances
To learn the hardest lessons again and again”
– Kill me, Ego death of a bachelorette party.

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