Come un singolo non convenzionale può trasformarsi in una boccata d’aria fresca.

Florence Welch ha sempre avuto la capacità di trasformare la musica in un rituale emotivo, e One Of The Greats non fa eccezione.
Qui la grandezza non è celebrata come trionfo, ma raccontata come un peso da sostenere: il brano indaga la tensione tra desiderio e vulnerabilità, tra l’ambizione di essere “una delle grandi” e il prezzo da pagare in termini di stanchezza, sacrifici e insicurezze. È un autoritratto, quasi doloroso, che restituisce la sensazione di un corpo e di una mente segnati dal percorso artistico, che come riferito da Florence stessa:
“Mi sento come se morissi un pochino ogni volta che incido un disco, e durante l’ultimo tour sono letteralmente quasi morta. Eppure mi rialzo sempre per riprovarci, cercando sempre di compiacere quell’unica persona a cui non piace, o di sentire finalmente di aver creato qualcosa di perfetto e di potermi riposare.”
La costruzione musicale riflette perfettamente questo conflitto. Il brano inizia in modo cupo, con il riff di chitarra suonato da Mark Bowen (chitarrista degli IDLES), e cresce gradualmente in una stratificazione di suoni che avvolgono la voce. La progressione sonora alterna momenti intimi e quasi sussurrati a esplosioni corali e orchestrali: un contrasto che ricorda un’eclissi, in cui luce e oscurità si rincorrono fino al picco drammatico per poi dissolversi nel finale.
La voce di Florence Welch domina senza tregua. Non lascia spazio per respirare, trascina l’ascoltatore in un flusso continuo che ha la forza di un incantesimo. I cori — marchio di fabbrica dell’artista — amplificano il crescendo, mentre la distorsione vocale evoca un rock vintage che riporta alle atmosfere cupe di Nick Cave. Nonostante la durata impegnativa e una metrica poco classica, emerge un ritornello sorprendentemente orecchiabile, destinato a rimanere in testa.
“Arms outstretched, back from the dead
Streetlights bursting overhead
Arms outstretched, back from the dead
Streetlights bursting overhead “
Il cuore pulsante del brano è la sua autenticità: la voce di Florence trasmette verità anche nelle imperfezioni, trasformando ogni crepa della voce in intensità emotiva. È un pezzo che non si limita a farsi ascoltare, ma pretende partecipazione: chiede di abbandonarsi al suo ritmo, di condividere il suo peso e la sua bellezza.
“And you could have me if you weren’t so afraid of me
It’s funny how men don’t find power very sexy
So this one’s for the ladies
Do I drive you crazy?”
Certo, la densità e il tono drammatico possono risultare impegnativi. Non è un ascolto leggero, e probabilmente non vuole nemmeno esserlo. È proprio questa intensità a renderlo coerente con il suo messaggio e con il filo conduttore che sembra attraversare il nuovo album, in uscita il 31 ottobre: la riflessione sul rapporto tra vita e morte, sull’arte come sacrificio e rinascita.
Nel finale, archi e cori che riportano alla memoria al primo e amatissimo Lungs, chiudono il cerchio in modo quasi simbolico: un ritorno alle origini per lanciarsi verso nuove oscurità e orizzonti sonori.
One Of The Greats non è un singolo da playlist, ma un’esperienza totale: un inno alla fragilità resa potenza.
Frase preferita del brano:
Now don’t get me wrong, I’m a fan
You’re my second favourite front-man

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